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Discussione: Giretti toschi By Jobbe!

  1. #1

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    Innanzitutto, portatevi il costume.
    In questo luogo dove sono stato oggi, qualche anno fa è stato creato un parco fluviale chiamato Senterelsa e lungo circa quattro chilometri, un parco fatto molto bene, con passerelle e ponticelli.

    Cascatelle a ripetizione con piccole vasche come ti immagini di trovare solo in Thailandia, tratti dove il fiume scorre diritto e placido, altre dove si formano delle piccole rapide: questo è l’Elsa viva, un fiume traboccante d’acqua e di vita: il Tonfo dei Preti, il Masso bianco, la Spianata dei Falchi, facciamo il bagno in ogni punto!

    L’Elsa viva è ideale anche per una breve escursione.

    Quando torniamo sui nostri passi ovviamente non resistiamo e ci buttiamo anche nel pozzo del Dioborrato, un bagno splendido!

    Per quanto riguarda la balneabilità nella zona non ci sono cartelli che ne indichino il divieto. Mentre molti abitanti del posto ci hanno detto che ci hanno sempre fatto il bagno, siamo stati avvertiti che alcune industrie scaricano nel fiume. Altri abitanti ci hanno detto che il fiume é turchese in quanto sulfureo. Noi il bagno ce lo abbiamo fatto ugualmente, come lo facciamo in mare!

    L’Elsa viva e l’Elsa morta

    L’Elsa nasce verso Sociville, ma fino a che non giunge a Colle Val d’Elsa è chiamato Elsa morto, poichè la sua portata d’acqua è scarsa, ma quando giunge a Colle Val d’Elsa incontra l’acqua delle vene, sorgenti di acqua calda (19°), e delle gore che la arricchiscono e le donano un colore veramente invitante.




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  2. #2

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    Bagno Vignoni e Bagni San Filippo, passaggio in vetta Amiata e rientro a Grosseto. Qualche foto che condivido volentieri con voi.



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  3. #3

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    Si trova nella riserva di Berignone, in provincia di Pisa.
    Proprio qua ebbe luogo la tragedia che dette il nome al posto: tre contadine furono inseguite da un signorotto locale che voleva abusare di lor:, arrivate correndo in cima alla rupe decisero di buttarsi di sotto per non concedersi al ragazzo. Oggi molte persone, ignare di ciò, si buttano dai faraglioni per esibirsi in alcuni bei tuffi. Secondo altre fonti il nome deriverebbe però solo dal fatto che qui le ragazze facevano il bagno lontano da sguardi indiscreti.

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  4. #4

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    Scendendo dal cimitero di Scansano


    si va verso il mare


    Si incontra il piccolo borgo di Pereta



    proseguendo verso Magliano in Toscana



    si arriva al cimitero, dove ho portato i saluti di tanti alla tomba di Pino Daniele




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  5. #5

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    Previsioni meteo avverse, ma se fosse stato per loro non saremmo neanche partiti e ci saremmo persi una bella giornata.
    Partiamo di buonora da Grosseto verso Viterbo.


    La méta é un sito etrusco a 6 km da Viterbo, l’antica Ferentium.



    Degno di nota all’interno del sito sono il teatro e le terme. Di fatto, sappiamo che esiste un anfiteatro e un foro, ma pur conoscendone l’ubicazione (si vede a occhio nudo), non ci sono i fondi per gli scavi.
    Del teatro si conservano notevoli avanzi della scena, di cui rimane il palco e il piano inferiore della frons scaenae con basamento in opus reticolatum e l’elevato in laterizio, ormai spogli del tutto dei rivestimenti di marmo (anche perché il marmo era la prima cosa che veniva rubata).



    Accanto al teatro ci sono le terme, con pavimento e laterizi originali.



    Abbiamo fatto anche una fugace visita a Viterbo.



    Poi ci siamo fermati brevemente a Tuscania. Mi ci fermo sempre e vado in questo piccolo parco tenuto molto bene, mi dá un senso di pace.



    A 3 km da casa abbiamo preso un’acquata non indifferente, ma c’importa una bella sega.



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  6. #6

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    La villa abbandonata di Mirabella

    Villa Mirabella è adagiata su una collina nei pressi del paese di Gabbro (LI) seminascosta dalla vegetazione e in totale stato di abbandono, ma questo non vi deve scoraggiare perchè il suo interno nasconde delle piacevoli sorprese. La villa attualmente è di proprietà comunale e la visita (con le dovute precauzioni) è libera, il cartello al suo ingresso: “edificio pericolante” non mente, ma si può esplorare in relativa sicurezza.
    E' stata costruita nel 1761 dalla famiglia Fonyet (poi Finocchietti), fu anche lazzeretto nei primi anni del XX secolo durante l’epidemia di febbre spagnola e fu donata al comune di Rosignano nel 1984: purtroppo però negli ultimi trent’anni i vari tentativi di recupero sono rimasti sulla carta.
    Salendo dalla stradina sterrata tra ulivi e cipressi pian piano si manifesta l’edificio nella sua imponente figura, giunti al cancello di ingresso preceduto da una breve scalinata si capisce che l’intenzione del proprietario era quello di stupire i suoi ospiti e di palesare il proprio rango.
    Come in altre ville dello stesso periodo troviamo nel giardino elementi neomedioevali come la splendida torre a più piani e un muro di recinzione merlato che delimitava la proprietà. Si può salire un paio di piani della torre più alta, facendo molta attenzione a causa dei detriti sulle scale e ammirare la villa da una delle sue finestrelle.Entrati finalmente nel salone principale non si può non rimanere affascinati dagli splendidi affreschi, peraltro ben conservati nonostante l’incuria, in un’ambiente che incute un senso di riverenza che, non so perchè, ci fa parlare a bassa voce.

    C’è anche una piccola cappella, anch’essa affrescata. Nella seconda sala, ancora più grande della prima, un bellissimo soffitto in legno a cassettoni evidentemente troppo complicato da rubare: si sa quando un bene è di tutti c’è chi si prodiga per portarsene via un pezzetto, infatti il pavimento è stato rubato in toto.



    La miniera di Montecatini Val di Cecina

    Oltre a strette viuzze e una piazza sulla quale concedersi qualche assaggio delle delizie culinarie locali a Montecatini Val di Cecina si può visitare la Miniera di Caporciano o Miniera di Montecatini Val di Cecina che si trova a circa un chilometro dal borgo.

    I primi a sfruttare i giacimenti di rame del posto furono gli etruschi che scavavano dei pozzi dove la presenza del minerale era evidente. Dopo la caduta dell’Impero Romano lo sfruttamento di questi giacimenti si sospese fino a circa il 1433 quando si registra nuovamente la presenza di un edificio per la lavorazione e la fusione dei minerali. Dal 1827 la Miniera iniziò ad essere sfruttata in modo industriale e con alti e bassi crebbe fino a diventare nel XIX secolo la miniera di rame più grande d’Europa. La miniera ha infatti un intricato dedalo di gallerie che si estende per dieci livelli, molte delle quali però sono state ricoperte.
    La visita alla Miniera di Montecatini Val di Cecina comprende la discesa in un paio di cunicoli, non vi immaginate scivoli o trenini, nella miniera si scende a piedi, con la testa coperta da un caschetto e quando si passa dalle gallerie non i muratura si rimane in religioso silenzio, così come facevano veramente i minatori. si cammina in fila indiana, uno dietro l’altro, vedendo solo gli elmetti che oscillano nel buio. Un bel modo per entrare veramente a contatto con quella che doveva essere la quotidianità qua sotto.
    Oltre al tratto in miniera è possibile visitare le strutture superstiti al tempo e al passaggio della seconda guerra mondiale, tra cui il bel pozzo Alfredo, dove è possibile scegliere di far celebrare il proprio matrimonio.

    Il valore aggiunto della Miniera di Montecatini Val di Cecina sono le guide, preparatissime e appassionate (un sincero ringraziamento a Michela e Lucia) che spiegano con trasporto, con dovizia di particolari e ricordi personali la storia della Miniera, il suo stretto legame con il territorio e con gli abitanti del posto, tanto che alla fine della visita già ci eravamo affezionati alle sue sorti.


  7. #7
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    Predefinito Giretti toschi By Jobbe!

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  8. #8

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