Prima della partenza sono molto triste, è morta mia nonna ed io non ho più voglia di partire. Vorrei stare vicino alla mia famiglia in questi giorni di dolore, anche se non c´è molto da fare. Alla fine penso che sono stato fortunato a vederla per l´ultima volta, così, anche per non compromettere le ferie dei miei amici, decido di rispettare il programma.
La sveglia suona alle 4, colazione frugale e partenza alle 4,30.
Fa freddo, siamo vestiti come bibendum, sul lungomare incontriamo molti
ragazzi che tornano dai locali, qualche battona o travestito che è
ancora al lavoro, tutti ci guardano stupiti.
Nel primo tratto d´autostrada teniamo un ritmo blando, abbiamo sonno.
Ad un tratto il cielo comincia a schiarirsi: vedere l´alba in moto
è veramente fantastico, è una sensazione indescrivibile,
che si rinnova ogni volta.
La tappa prosegue tranquilla, vogliamo arrivare all´albergo verso
l´ora di pranzo, così da riposarci un po´ ed andare
a visitare Aigues Mortes. Stiamo rispettando
gli orari, ma alle 12,45 il dramma: siamo sulla circonvallazione di Arles,
a circa 60 km. dalla meta, quando all´improvviso si affloscia la
gomma posteriore del RE.
Chiamo il soccorso e la moto è rimorchiata in un garage. Per oggi
non è possibile fare altro, è domenica, dobbiamo aspettare
domani per riparare la gomma.
Arriviamo a La Grande Motte con i mezzi pubblici
impiegando circa 5 ore; il paese è bello, moderno, con molto verde
ed elegante, il porto è pieno di yacht e barche a vela, l´albergo
è notevole (4 stelle), ma noi non riusciamo ad apprezzare in pieno,
la testa è da un´altra parte.
Causa la pausa pranzo la moto non sarà pronta prima delle 16.
Regolato il conto e caricati i bagagli, ripartiamo per il viaggio, direzione
Carcassonne, alleggeriti di 270.000 lire.
Lungo la strada scorgiamo la cattedrale gotica di Narbonne,
che domina la città con la sua imponenza; purtroppo siamo in ritardo
e dobbiamo rinunciare alla visita.
Superata la città, dirigiamo verso ovest, direzione Tolosa,
ed entriamo nella regione dei Catari.
La setta dei Catari, in contrapposizione con la Chiesa romana, era composta
da religiosi (i perfetti) che praticavano l´ascetismo, attenendosi
a rigide diete vegetariane e rinunciando al sesso. Per divenire "perfetti",
i fedeli dovevano sottoporsi ad una cerimonia d´iniziazione. Il
catarismo si diffuse fra il secolo XI e XIII soprattutto a Tolosa, Albi,
Carcassonne e Béziers, dove nel 1209 furono uccisi circa 20.000
dissidenti. Il martirio sul rogo dell´ultimo "perfetto"
nel 1321 segnò la fine del catarismo nel Languedoc.
Arriviamo finalmente alle 19,30. Siamo molto stanchi, i primi due giorni
sono stati molto tribolati, così decidiamo di rimandare la visita
della Cité al giorno dopo, riusciamo solamente ad andare a mangiare
alla "Divina Commedia" dove assaggiamo la specialità
della regione, la Cassoulet, una specie di spezzatino più ricco
del ns.
Il giorno dopo gita ad Albi, città
deliziosa, piena di fiori e fontane. Visitiamo la grandiosa Cattedrale
Santa Cecilia, chiesa e fortezza allo stesso tempo, con annesso museo
Toulouse-Lautrec.
Dopo pranzo veloce ritorno a Carcassonne
per la doverosa visita alla città medievale.
La Cité è veramente splendida, anche se non originale, sembra
di entrare in un altro mondo.
La città nuova, invece, fa schifo, con molte zone in degrado e
brutti ceffi.
Per contro il Canal du Midi è molto bello, fiancheggiato da enormi
platani ombrosi che ne regolano l´evaporazione. E´ veramente
un´opera impressionante, basta pensare a tutto il lavoro fatto per
realizzarla: è stato scavato verso la fine del XVII secolo da 15.000
operai per consentire alle navi di passare dal Mediterraneo all´Atlantico,
e viceversa, senza circumnavigare la Spagna, è lungo 240 km., presenta
più di 100 chiuse.